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Al giorno d'oggi ci sono due modi di comprendere il processo del parto e non è dunque affatto sorprendente che esistano due gruppi di doule (e di ostetriche, e via di questo passo...).

Immagine di Elena Heatherwick-Lammers

Immagine di Elena Heatherwick-Lammers

Uno rappresenta il condizionamento culturale predominante, creatosi in millenni di interferenze grazie a credenze e rituali. Alla base di questo profondo condizionamento culturale c'è la convinzione che una donna non sia in grado di partorire per conto suo. Si tratta del paradigma di "aiuto-sostegno-guida-controllo" [helping supporting coaching managing], in cui le parole chiave sono "aiutare" e "guidare". Al suo interno prevalgono le doule che hanno bisogno di una "formazione". Questo paradigma ha evidentemente raggiunto i suoi limiti visto che, per quel che riguarda la storia della nascita, abbiamo ormai toccato il fondo.

L'altro gruppo è caratterizzato da una comprensione del processo del parto ispirata dalla fisiologia moderna. Il processo del parto è considerato un processo involontario sotto il controllo di strutture cerebrali arcaiche. In generale non si cerca di aiutare un processo involontario. Piuttosto diventa importante capire che un processo involontario puo' essere disturbato da situazioni inibitorie che possiamo individuate facilmente grazie a concetti fisiologici ben dimostrati, come l'antagonismo tra ossitocina e adrenalina e l'inibizione neocorticale. All'interno di questo paradigma emergente la parola chiave è "protezione" (del processo involontario da parte di fattori inibitori): in particolare il processo del parto ha bisogno di essere protetto dagli effetti del linguaggio, della luce e di situazioni che stimolano l'attenzione, come il fatto di sentirsi osservati o non sentirsi al sicuro.

La prospettiva fisiologica d'un tratto ci permette di riconsiderare la base del nostro condizionamento culturale e di interpretare il fenomeno doula. Idealmente dovrebbe trattarsi di una fase storica transitoria, che porterà alla riscoperta dell'autentica ostetrica. Dobbiamo tenere a mente che il prototipo della figura protettrice è la madre. L'ostetrica all'origine era la madre della donna che partoriva, o una donna che assumeva un ruolo materno.

Impossibile cambiare paradigma senza un'evoluzione della terminologia e al giorno d'oggi conviene evitare certe parole. Per esempio la parola "formazione", "training" in inglese, suggerisce che l'importante sia quello che la doula ha imparato a fare, mentre in effetti quel che conta è chi è e che carattere ha. Ovviamente una doula ha bisogno di un minimo d'informazione e per questo esistono gli incontri di informazione di tre giorni "paramanadoula" (vedi www.paramanadoula.com) animati da Liliana Lammers e Michel Odent. Liliana ha quattro figli, quattro nipoti e quindici anni di esperienza come doula. Michel è considerato un pioniere nel campo della nascita (vedi wikipedia.org) e in particolare è l'autore del primo articolo sull'inizio dell'allattamento nella prima dopo la nascita.

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